L’imprenditore controccorrente
Molti miei clienti, quasi ogni giorno mi propongono di partecipare, a quello che secondo loro è l’affare che cambierà la loro vita. Il 99% delle volte, dopo aver sentito la loro proposta, la mia risposta è NO.
Sapete perchè? Perchè la loro idea la sta già producendo qualcun altro, c’è già un mercato ben servito e quindi se l’idea è già stata profondamente sfruttata, beh! allora non mi butto volontariamente in un fiasco.
Questo è il consiglio che trasmetto anche a voi, cercate di differenziarvi. Se sarete innovati e differenti vrete successo, sarà faticoso, dovrete spremere di più le meningi, ma almeno non fallirete entro l’anno come accade a molte azinede (dati della Camera di Commercio).
E’ inutile aprire nel vostro quartiere un’altra pizzeria, che fa la stessa pizza margherita come tutti gli altri; Perchè non aprire una pizzeria con solo pizze per vegetariani, vegani, celiaci?
E’ inutile aprire un’altra pasticceria come mille altre. Apritene una che produca dolci senza latticini.
Essere imprenditori vuol dire rischiare. Ma come dice Bill Gates: grandi rischi grandi guadagni.
Non vi sto dicendo di inventare totalmente un prodotto. Prendete però esempio Steve Jobs della Apple. Ha guardato un telefonino e ha deciso che i tasti non servivano più e ha messo un touch screen, rivoluzionando il settore. Ne ha fatto un successo mondiale.
Ma io (per deformazione professionale) penso ad altri imprenditori geniali. Quelli che hanno prodotto telefoni con tre tasti enormi, per gli anziani. Credetemi anche quelli hanno fatto i loro meritati soldoni.
Vuoi essere imprenditore? Allora analizza i trend del futuro. Come si fa a sapere cosa si venderà in futuro? Te lo dico io, basta 1 euro. Comprati il Sole 24 ore, si su questo magnifico giornale, troverai i trend del futuro e poi regolati di conseguenza per gli investimenti (e non sto parlando di Borsa). Partecipa alle fiere, viaggia molto, essere curioso è vitale. Ascolta le idee bizzarre dei tuoi clienti.
Capii questo concetto da giovane. Vivevo a New York, erano gli anni 90. Un giorno, in un supermercato, vidi un pesce finto, di plastica, incorniciato, da appendere al muro. Mi avvicinai e mi spaventò, mettendosi in movimento e cantandomi la canzone: don’t worry
be happy. Tra me dissi che questa era una americanata, una stupidata insomma.
Dopo qualche anno a Milano, nella camera di mia sorella, rividi quel pesce attaccato al muro.
Da questo episodio appresi una lezione importantissima per la mia carriera da imprenditore: il mondo gira e tutto arriva. E Io volevo essere il primo ad arrivare.
Adesso qualche suggerimento per farti venire qualche idea per te, nuovo imprenditore.
Secondo me i settori da tenere d’occhio: ecologia, riciclo, videogames, turismo di nicchia, applicazioni web, artigianato e beni di lusso.
Se hai altre idee, lascia un commento.
