Fare l’imprenditore non è per tutti
Seguo piccoli imprenditori da molto tempo, ogni giorno analizzo nuove idee e aiuto a creare le reti commerciali di quelle piccole aziende che hanno buoni prodotti/servizi ma che non hanno ancora progettato una struttura per venderli. Mi rendo sempre più conto che essere imprenditore richiede delle qualità non presenti in tutte queste persone.
Come ho scritto in un precedente articolo sono molto preoccupato per la disoccupazione in Italia, che secondo me non diminuirà nei prossimi anni ma si modificherà cambiando solo nome, alcuni lo definiscono già il popolo delle partita iva. Sono quel milione di italiani che a causa di un licenziamento sono stati costretti ad aprire una partita iva per dare inizio ad un’attività in proprio o da libero professionista.
Non voglio entrare in merito a quei datori di lavoro che fanno aprire la partita iva per non regolarizzare i propri dipendenti e pagare meno tasse. Questo è illegale e se ne deve occupare la legge.
Intendo parlare di chi ha un sogno imprenditoriale e lo vuole realizzare.
Purtroppo molte di queste start up falliscono entro il secondo anno di apertura. Non per il cattivo prodotto ma per le convinzioni della persona che si è inventato imprenditore ragionando ancora da dipendente.
Quindi se vuoi essere imprenditore di successo smettila al più presto dal ragionare da dipendente.
Vediamo le differenze tra i due.
La più evidente è che l’imprenditore non ha nessuno che gli dice cosa deve fare durante la sua giornata, mentre il dipendente ha la giornata organizzata dal manager o capo di turno. Questa potrebbe far sembrare che il primo abbia dei vantaggi che il secondo può solo sognarsi. Niente di più sbagliato. L’imprenditore di successo non approfitta di questo tempo e di questa autonomia per oziare, ma adotta una programmazione ferrea delle sue giornate e controlla a posteriori se il tempo impiegato è stato produttivo.
Alcuni dipendenti che seguo, una volta trasformatisi in imprenditori, non hanno questa qualità. Rimandano le attività da svolgere, improvvisano di volta in volta a seconda degli eventi che gli si presentano, la pianificazione è assente. Risultato: il fallimento si avvicina.
Altra qualità da apprendere velocemente: saper delegare. L’imprenditore con anni di carriera impara che non può fare tutto da solo, per una questione di stress e perchè non può sapere far tutto bene. L’imprenditore quindi dirige gli altri, affida dei compiti e analizzerà solo il risultato. Sceglierà le attività nel quale eccelle scegliendo per le altre, i migliori collaboratori.
Il dipendente che si improvvisa imprenditore non possiede (ancora) questa qualità e incentra tutto il lavoro su se stesso finendo per essere sommerso di lavoro e molto spesso, sta solo perdendo tempo.
L’imprenditore che ha una certa carriera, non si sofferma sulle scuse o su un problema ma è portato alla costante ricerca di soluzioni, mentre chi ha appena iniziato si adagia e molto spesso trova insuperabili cose che con un pò di perseveranza sarebbero facilmente superate.
Spero con questo articolo di aver dato qualche consiglio a chi, in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo, vuole intraprendere la professione dell’imprenditore.

May 10th, 2011 at 1:41 am
Ciao, Massimo!
un piccolo accorgimeto … nella frase “Quindi se vuoi essere imprenditore di successo mettila al più presto dal ragionare da dipendente.” ti manca la S di “smettila”.
molto interesante il tuo articolo.
utile sia per quelli che vogliono diventare imprenditori ma anche per quelli che lo sono già ma vogliono perfezionarsi.
Simona
May 10th, 2011 at 3:32 am
Grazie Simona, ho corretto. Seguiranno altri articoli sull’argomento.
May 19th, 2011 at 4:01 pm
Ciao Massimo,
bell’articolo.
Consiglio che do’ dopo esperienza personale e, mi rendo conto, atipica: non sottovalutare la location in cui si opera. Ogni posto in Italia e nel mondo ha le sue caratteristiche. Bisogna analizzarle considerandole nel breve, medio e lungo termine.